Lolita - Film 1997

Lolita (1997)

Lolita è un eccellente riadattamento del regista Adrian Lyne del 1997 con, tra gli altri interpreti, Jeremy Irons, Melanie Griffith e Dominique Swain tratto dall’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov.
Lolita tratteggia, nelle varie sequenze che fanno capo ad un lungometraggio fatto di tensione e palpiti, non le traversie di un’anima dannata ma le pulsioni di un uomo disperato, avvinto da una passione smodata e colpevole verso una ninfetta (Lolita) maliziosa e crudele. Ninfetta a cui la storia è intitolata, ma che diventa personaggio secondario rispetto all’adulto che tiene in scacco, mediante bronci e ricatti morbosi, pur di ottenere benefici che vanno da regali a piccoli oboli che ossessivamente mette da parte. Anche se il risvolto sociale e psicologico porterebbe a condannare un rapporto del genere, che oggi come ieri tacceremmo di pedofilia, mentre le scene del film scorrono si prova solo una grande tristezza verso il professor Humbert, pronto a soddisfare qualsiasi capriccio pur di ottenere un amplesso agognato o semplicemente un bacio o una carezza. Non c’è pruriginoso voyerismo alla base. Si comprende che questo amore, insolito ed inaccettabile dai benpensanti e che ha avuto origine da un idillio nato in gioventù e perso a causa di una prematura dipartita, ha reso Humbert un individuo incapace di provare affetto o trasporto fisico verso donne della sua età, portandolo a reiterare un’ “anomala sensibilità adolescenziale” verso ragazzine che per età potrebbero essere frutto dei suoi lombi. Lolita è consapevole del potere che ha e gioca con la sua femminilità, forse senza rendersi pienamente conto del danno, e incolpa lui di averla oltraggiata intimamente … anche se a distanza di anni, quando si rincontreranno, non ha scrupoli nel chiedere aiuto a quell’uomo che lei detesta ma che lusinga sfacciatamente pur di ottenere denaro che potrà aiutare lei ed il ragazzo che ha sposato e dal quale attende un figlio.

Trama del film Lolita

Il professore Humbert Humbert giunge nella cittadina di Ramsdale in un’afosa estate del 1947, in attesa di prendere incarico, col sopraggiungere del nuovo anno scolastico, presso la cattedra di Lettere dell’Università Beardsley College. Per una combinazione di eventi, finirà per prendere in affitto una camera in casa della vedova Haze, madre di Dolores, detta Lolita, la cui vivacità esasperante e le maniere sopra le righe, lo affascineranno oltre ogni dire. La spudorata ragazzina lo tenta e irretisce con atteggiamenti allusivi, a volte inconsapevoli, altre dettate dal desiderio di dimostrare un potere femmineo senza ritegno alcuno. Il tutto alle spalle dell’inconsapevole madre di lei, Charlotte, che si innamora dell’ospite e che, in una lettera gli confida le sue attese che spera corrisposte. Humbert, pur di restare vicino a Lolita ne sposa la madre, dalla quale cerca sempre di star fisicamente lontano narcotizzandola tutte le sere prima di andare a letto. Purtroppo alcuni scritti in cui egli stesso ha narrato la sua passione per la fanciulla e il disprezzo per la di lei genitrice, finiscono nelle mani di Charlotte che impazzisce dalla rabbia e mentre si reca a spedire una lettera a Lolita, che è in campeggio, per raccontarle tutto, viene investita da un’auto e muore. Da quel momento comincia un viaggio padre/figlia/amanti tra i vari stati a bordo di una macchina. Fermandosi in alberghi o motel di infimo ordine, l’insolita famigliola desta l’attenzione di uno scrittore famoso, attratto dalla seducente ragazzina. Diviene la loro ombra. Li segue e palesa la sua presenza in modo sempre ambiguo, mettendo sull’avviso Humbert, impaurito che tutti scoprano quel rapporto ossessivo. Durante un ricovero in ospedale di Lolita, a seguito del quale (stanca di quel ménage) scappa, Humbert, come allucinato, perde la testa e comincia a cercarla dappertutto, senza esito. Sente che la sua vita è finita, che non ha più uno scopo. Dopo tre o quattro anni gli giunge una lettera nella quale lei richiede un supporto economico che la possa aiutare a portare a termine una gravidanza, frutto di un matrimonio con un quasi coetaneo. Quando si incontrano gli racconta che ha sempre odiato ciò che le ha fatto e che, al contrario, avvinta dallo scrittore Quilty ha vissuto con quest’ultimo pur se rivelatosi un essere rivoltante. Humbert consegna il denaro richiesto e si reca a Pavor Manor, residenza del commediografo, dove, vinto dalla gelosia e dalla ripugnanza, lo uccide. Il film termina con i titoli di coda che raccontano della morte (in prigione) del professore per crisi coronarica e della morte, un mese dopo, di parto di Lolita.

Altre notizie sul film Lolita

Di versioni del film Lolita in realtà ne esistono due. Quella che vi ho appena raccontata, più aderente al romanzo, e un’altra del 1962 ad opera di Stanley Kubrick, la cui sceneggiatura fu adattata dallo stesso Nabokov, ma che il maestro di “2001 Odissea nello Spazio” rese più drammatica e meno aderente alla narrazione del testo. Nella prima pellicola tutto è come filtrato attraverso una lente che non fa storcere il naso ai benpensanti e non offende il senso comune, o almeno tenta di aggirarlo. Nel film recente di Lyne, tutto è più sfrontato, ma è più facile capire, e ad ognuno è dato giudicare o redimere, senza risultare per questo volgare o ignominioso. Se potrete dare uno sguardo ad entrambi, sarà per voi una fortuna; io preferisco Jeremy Irons a James Mason. Il primo dà un ritratto appassionato e smarrito di Humbert che sfocia nello schietto e nell’efferato, senza però perdere l’eleganza e la poesia. Mason, colpa anche degli anni e della censura, lo omaggia in modo statico e con una certa distanza che non ne fanno sicuramente un attore di minor pregio ma che non avvince palesemente. Ma questo è un mio parere. A voi l’ardua sentenza.

Interpreti e cast del film Lolita

Humbert Humbert è Jeremy Irons
Charlotte Haze è Melanie Griffith
Lolita è Dominique Swain
Claire Guilty è Frank Langella
Humbert giovane è Ben Silverstone
Annabel Leight è Emma Griffith Malin

Info sul film Lolita

Regista: Adrian Lyne
Genere: drammatico
Anno: 1997
Sceneggiatura: Stephen Schiff
Fotografia: Howard Atherton
Musiche: Ennio Morricone
Produzione: Mario Kassar, Joel B. Michael per Pathè Guild
Distribuzione: Medusa-Medusa Video
Paese: USA
Durata: 133 min

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