Profondo Rosso - Film da vedere

Profondo Rosso: film con Daria Nicolodi e David Hemmings

Ci sono dei film, tra i quali Profondo Rosso, che rientrano in una tipologia chiamata “cult”, ossia pellicole che, anche a distanza di decenni, non abbandonano l’immaginario collettivo e rappresentano dei veri capolavori della cinematografia. Ovviamente si deve amare il genere “horror” per gradirne l’intensità espressiva e la crudezza di certe immagini. Ma credo che al di là delle preferenze personali, la storia avvinca al punto che si vada oltre lo splatter e gli effetti speciali e si finisca con l’apprezzarne il giallo della trama e le sue connotazioni psicologiche.
La mente umana viene, in taluni casi, sottoposta a condizioni di stress tali da influenzare il resto della nostra vita. Quando un evento drammatico sconvolge l’intelletto di un bambino, si può esser certi che crescendo, l’uomo che diverrà porterà sempre dentro di sé i segni di quella tragedia. Il suo mondo ruoterà attorno a ricordi dolorosi ed angoscianti, che non gli consentiranno, a meno che non chieda un supporto specialistico, di riappropriarsi d’una serenità appagante e risolutoria. Da qui parte il racconto del film “Profondo Rosso”, ma lo spettatore dovrà sviscerare tali e tante domande prima che gli sia chiaro il senso di una mattanza cruenta e all’apparenza senza un nesso logico. Tutto appassiona. Le ambientazioni; la Torino di notte, stregata e nemica al pari; i protagonisti; la colonna sonora sincopata ed adrenalinica. E gli allucinanti ed estremi volti ritratti nei quadri in casa della medium Helga. Vi sfido a visionarli. Rimarranno impressi nelle vostre rievocazioni e continueranno a trasmettervi un senso di disagio che li renderà al tempo stesso attraenti. Sempre che in voi alberghi quel tantino di sadica ricerca di spavento. Certamente questo è uno dei film da vedere assolutamente!

Trama del film Profondo Rosso

Helga Ullman, una sensitiva tedesca, viene uccisa nel proprio appartamento. E’ reduce da un incontro tenutosi in un teatro per appassionati di spiritismo, durante il quale ha percepito la presenza di uno spettatore dall’animo malvagio e dal passato colmo di ferocia. Nello stesso palazzo della medium abita Marc Daly, un pianista che diviene testimone del delitto, quando insieme all’amico Carlo vede la donna morire e fuggir via una figura vestita di nero, accompagnata da una musica che ricorda una canzoncina per bambini. Quando giunge la polizia diventa il primo sospettato. Quello che però lo turba, dopo aver visitato la scena del crimine, è che in quella casa qualcosa sia stato rimosso, dato che gli sembra tra i tanti quadri, ne possa mancare uno e ancora il fatto che il killer abbia tentato di uccidere anche lui, fortunatamente senza esito.  Recatosi a casa di Carlo, fuggito via all’arrivo degli agenti, non lo trova, ma ne conosce la madre, una vecchia signora un po’ svanita, un tempo attrice. In seguito alla pubblicità che il caso suscita, Marc conosce Gianna Brezza, un’effervescente  giornalista, con la quale intraprende una relazione e che lo aiuta nella ricerca del colpevole. Il prof. Giordani, amico di Helga è convinto che l’assassino ricrei nel suo inconscio le condizioni giuste per uccidere solo quando ascolta la filastrocca e parlando con Marc gli rammenta la storia di un bambino detto “l’urlante”, che abitava anni prima in una villa sita in periferia, la cui narrazione aveva letto in un libro “Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna”. Cercano di rintracciare la scrittrice del testo, Amanda Righetti,  che viene trovata però troppo tardi, quando ormai è morta, uccisa con l’acqua bollente. La donna ha lasciato una traccia per far capire chi è l’assassino, scrivendo sul vapore il suo nome, ma all’arrivo dei poliziotti che aprono la finestra per areare il bagno, l’impronta va via. Mauri che il giorno dopo visita la casa, comprende l’intenzione della vittima e ricrea le condizioni per ritrovare l’indizio illuminante. Nel frattempo il pianista indagato si reca alla Villa e la ispeziona. E’ molto fatiscente e scostando l’intonaco da una parete, scopre un disegno, nel quale c’è un bambino con un coltello e un uomo ferito accanto ad un albero di Natale. Sconvolto decide di partire ed allontanarsi dalla città con Gianna, pronta a seguirlo. Ma mentre riguarda le foto della vecchia magione, si accorge che una delle finestre è stata murata. Chiama Carlo, ma la madre gli comunica che non c’è. Allora ritorna alla villa e scopre una stanza segreta dove c’è un cadavere mummificato. Realizza l’orrore che trasudano quelle mura, ma non fa in tempo ad allontanarsi, perché viene colpito alla testa e quando si risveglia è tra le braccia della sua ragazza che guarda la proprietà data alle fiamme. Intanto il folle omicida raggiunge il professor Mauri nella sua casa. Prima lo spaventa con un pupazzo meccanico dall’aspetto orribile e poi lo uccide. Marc ricorda che la figlia del custode aveva ricopiato il disegno sulla parete da un originale presente nell’archivio della scuola elementare. Vi si reca con Gianna e scopre che appartiene a Carlo, il quale li ha raggiunti lì e sentendosi braccato, ferisce la donna con un coltello e corre in strada, dove muore a causa di un camion. Tutto dovrebbe portare a chiudere il cerchio, ma Marc sa che non può essere Carlo lo psicopatico che ha massacrato tutte quelle persone, dato che era con lui quando la medium è stata accoltellata. Così ritorna ancora una volta in casa di Helga Ullman e con raccapriccio scopre che il quadro mancante altri non è che uno specchio nel quale si era riflesso il volto della creatura disturbata, artefice di tanto oltraggio. Non un lui, ma una lei, la madre del suo sfortunato amico. La donna anni prima aveva trucidato il marito che voleva rinchiuderla in una clinica per malati di mente ed il loro bambino presente, Carlo appunto, non si era più ripreso da quell’evento delittuoso, divenendo un alcolizzato. Degno epilogo è la morte della truce signora, decapitata dalla propria collana intrappolata nelle inferriate dell’ascensore in movimento. Una grande pozza rossa si allunga sul marmo… emule il titolo di quest’opera unica ed intramontabile del grande Dario Argento.

Cast del film Profondo Rosso

Clara Calamai  /  madre di Carlo
Gabriele Lavia  / Carlo
Daria Nicolodi  /  Gianna Brezza
David Hemmings  /  Marc Daly
Glauco Mauri  /  prof. Giordani
Macha Mèril  /  Helga Ullman
Eros Pagni  /  commissario Calcabrini
Giuliana Calandra  /  Amanda Righetti
Furio Meniconi  /  custode della villa
Nicoletta Elmi  /  figlia del custode
Jacopo Mariani  /  Carlo da piccolo
Aldo Bonamano  /  padre di Carlo
Vittorio Fanfani  /  assistente commissario
Dante Fioretti  /  fotografo della polizia
Fulvio Mingozzi  /  agente Mingozzi
Tom Felleghi  /  chirurgo

Scheda tecnica del film Profondo Rosso

Anno:  1975
Durata:  127 minuti
Paese:  Italia
Genere: Thriller
Regista:  Dario Argento
Fotografia:  Luigi Kuveiller
Montaggio:  Franco Fraticelli
Sceneggiatura:  Dario Argento, Bernardino Zapponi
Effetti speciali:  Germano Natali, Carlo Rambaldi
Musiche: Goblin
Produttori: Salvatore Argento, Angelo Iacono
Produttore esecutivo:  Claudio Argento
Trucco:  Giuliano Laurenti, Giuliano Morosi
Costumi: Elena Mannini
Scenografia:  Giuseppe Bassan
Distribuzione: Cineritz
Casa di produzione: Rizzoli Film

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