Regioni d’Italia

Qual è la regione più grande d’Italia?

Prima di scoprire qual è la regione più grande d’Italia, una piccola parentesi di storia: il 1° gennaio del 1948 fu introdotto in Italia l’ente Regione che venne poi, ad eccezione della Valle d’Aosta, ripartito in Province e Comuni. L’Italia è suddivisa in 20 regioni: cinque regioni sono a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige) e quindici a statuto ordinario (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto). Tra tutte, qual è la regione più grande d’Italia?

Se si parla di estensione territoriale, come già detto, la regione più grande d’Italia è la Sicilia, con una superficie di 25.711 chilometri quadrati. Sul podio della regione più grande d’Italia, oltre la Sicilia, anche il Piemonte e la Sardegna.

Classifica per superficie delle regioni italiane

n°    Regione              Superficie (km²)

1      Sicilia                        25.711
2      Piemonte                   25.402
3      Sardegna                   24.090
4      Lombardia                 23.863
5      Toscana                    22.994
6      Emilia-Romagna        22.446
7      Puglia                       19.358
8      Veneto                      18.399
9      Lazio                        17.236
10    Calabria                    15.081
11    Trentino-Alto Adige    13.607
12    Campania                 13.590
13    Abruzzo                    10.763
14    Basilicata                   9.995
15    Marche                      9.366
16    Umbria                      8.456
17    Friuli-Venezia Giulia    7.858
18    Liguria                       5.422
19    Molise                        4.438
20    Valle d’Aosta              3.263

La Sicilia è anche la più grande isola italiana, divisa dal continente europeo (precisamente dalla Calabria) dallo Stretto di Messina ed è bagnata dal Mar Ionio, dal Mar Tirreno e dal Mare Mediterraneo. La Sicilia comprende anche gli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie e le isole di Ustica e Pantelleria. La Sicilia è detta terra dei tre promontori: il Peloro, il Pachino ed il Lilibeo; e tre sono le catene montuose che la cingono: i monti Peloritani, i Nebrodi e le Madonie. E i vulcani? Tre sono anche i vulcani: l’Etna, lo Stromboli e Vulcano.

La Sicilia ha ben 9 province: Agrigento, Catania, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Palermo è il capoluogo della Sicilia ed è tra le città più popolose d’Italia: si estende nella parte settentrionale della Sicilia e si affaccia sul Mar Tirreno; tra le località balneari più frequentate di Palermo si ricordano Mondello, l’isola delle Femmine e Cefalù.

Posta nel Mediterraneo, facile approdo, nei tempi andati preda di popoli conquistatori, la Sicilia ha subito la colonizzazione di arabi, bizantini, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli. Tutti hanno lasciato segni del loro passaggio riscontrabile nella cultura, nell’architettura e nella stessa cucina. La Sicilia fu annessa al Regno d’Italia nel luglio del 1860, in seguito alla famosa spedizione dei Mille: approfittando dell’insurrezione siciliana dell’aprile 1860, Garibaldi, alla guida di circa mille volontari, l’11 maggio sbarca a Marsala, accolto dai siciliani come il liberatore.

Il clima siciliano potrebbe sembrar torrido, ma nella parte settentrionale a volte è anche rigido con nevicate nell’interno.

La Sicilia
La Sicilia

Lo stemma della Sicilia ha i colori giallo e rosso e al centro vi è posta la testa di una gorgone (ricordate Medusa?), con intorno tre gambe piegate. Col tempo al posto dei serpenti sono stati posti sul capo spighe di frumento. Da qui il nome Trinacria (antico nome della Sicilia).

E’ importante ricordare che la Sicilia ha molti luoghi designati patrimonio dell’umanità quali: le isole Eolie, la Valle dei Templi di Agrigento, il monte Etna. Patrimonio immateriale dell’umanità l’Opera dei Pupi, marionette di grande pregio artistico che raccontano le storie di Orlando e dei paladini e le coltivazioni di zibibbo di Pantelleria.

I siciliani sono molto fieri del loro retaggio storico e culturale. Sono legati alle tradizioni e alla terra. Forte questo richiamo nelle opere, ad esempio, di Verga (vedi i Malavoglia). Caratteristica del popolo siciliano è la chiusura che antepongono alla modernità dei tempi che mal si accorda con il vissuto dei piccoli centri. Comunque sia, questa bella e vasta parte d’Italia ci rende orgogliosi e impreziosisce l’eredità che vantiamo agli occhi del mondo. Il cibo, i monumenti, i paesaggi stessi, fanno della Sicilia una terra grande, contraddittoria e al tempo stesso la rendono inestimabile.

A proposito del buon cibo della Sicilia, vanno assolutamente ricordati e provati in caso di viaggio in questa bellissima terra …
– tra i primi piatti: la pasta con le sarde, pasta “cchi mascolini”, spaghetti alla carrettiera, brodo di pesci con attuateddi e, infine, gli aneletti al forno
– tra i secondi piatti: il tonno a “sfinciuni”, la zuppa di pesce all’ustichese, le sarde a beccafico, il tonno alla cipollata, il tonno al ragù, il nasello alla palermitana, l’agnello ed il castrato
– tra gli street food: i celeberrimi arancini di riso e il pani ca’ meusa (panino imbottito con frattaglie di vitello)
– tra i dolci da non perdere: le cassate, i cannoli siciliani, le paste di mandorla, i mostaccioli, le meravigliose granite, la pignolata glassata e i frutti di Martorana
– tra i vini da non perdere ricordarsi assolutamente di “degustare”: il Marsala, l’Alcamo, il Contessa Entellina Doc, il Corvo di Casteldaccia, il Partinico, il Cerasuolo di Vittoria, l’Eloro, il Moscato di Noto e il Moscato di Siracusa Doc, il Faro, il Malvasia delle Lipari Doc e il Moscato ed il Passito di Pantelleria Doc.

5 (100%) 1 vote